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di Sarah Mathilde Callaway

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Inghilterra, Bath, 1815.

Appena Ashley Sullivan riceve la lettera con l'invito a trascorrere l'estate a Bath, ospite della sua più cara amica Emily Anson, inizia a sognare ad occhi aperti. La lussuosa dimora di Anson House, tra balli, ricevimenti e passeggiate in carrozza potrebbe essere l'occasione per conoscere un pretendente.

Sembra però che il marchese di Stafford, fratello maggiore di Emily, abbia tutte le intenzioni di impedire a Victor Collins di concederle un ballo ufficiale. Ha scoperto infatti che Emily è innamorata dello stesso gentleman ed è disposto a qualsiasi cosa pur di alleviare il cuore tormentato della sorella. Può davvero uno scandalo, raggirare il destino?

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«La carrozza è in partenza, miss Sullivan!»
2v8767 Patrizia Ygif76ymbv W146 A3rl Sandali Bianco Pepe ZOPXuki Arlette bussò alcuni colpetti alla porta e aspettò. Non sentì muovere piuma dall’interno e pensò che Ashley si fosse addormentata. Si spazientì e andò dal locandiere per chiedere una copia delle chiavi, lord Anson si sarebbe molto arrabbiato se avessero ritardato il viaggio. Lo trovò dabbasso, intento a scaldare una bevanda sul fuoco.
«Gradite qualcosa, milady?» A quell’appellativo, Arlette arrossì.
«Sto cercando di entrare in camera di miss Sullivan, deve essersi addormentata.»
«Ho lasciato le chiavi a lord Anson, questa notte» dichiarò lui, apertamente.
Il volto della donna divenne pallido, come un cencio.
«Non è una donna di piacere e voi non siete la sua cameriera?» continuò il locandiere, spregiudicato.
«Vi prego di considerare il vostro linguaggio» tuonò la voce del marchese, arrivandogli da dietro le spalle. «Sto viaggiando con due rispettabili signore.»
«Milord!» si spaventò l’uomo, senza capirci più nulla. «Perdonerete l’equivoco» supplicò con timore, «pensavo fosse la vostra compagnia, soltanto per questa notte.»
L’espressione dell’uomo era tutt’altro che condiscendente, intuì però perché si fosse ritrovato Ashey nel letto. «Miss Sullivan è una fanciulla così onorabile che quando sono tornato ubriaco e mi sono accorto che la stanza era occupata, sono andato a dormire in carrozza» precisò, con una punta di sarcasmo.
Mrs.. Foster guardava l’uno e l’altro sempre più confusa. «Dove sono allora le chiavi della stanza?» Era preoccupata per Ashley, e per quello che poteva essere successo durante la notte alla locanda. Fu allora che sentì alcuni passi scendere la scalinata.
«Buongiorno Arlette, sono ancora in tempo per la partenza?»
Si voltò, era proprio Ashley e la cameriera si sentì sollevata. Si inchinò con discrezione, notando che aveva il volto stanco, nell’insieme era comunque abbastanza graziosa da affascinare. Dovevano essere i capelli un po' scompigliati, oppure l’abito di raso colore pesca, realizzato con un semplice corpetto di cotone e una gonna decorata a nastri di seta.
«Siete in perfetto orario, miss Sullivan» recitò James, la voce fredda come il metallo. «Prima partiremo, più lungo sarà il vostro soggiorno a Bath.» Si inchinò e le passò davanti. Voleva uscire dalla locanda prima che Mrs.. Foster sospettasse qualcosa, oltre quanto già potesse intuire.
Ashley lo raggiunse davanti alla carrozza e accettò la mano che le offrì, per salire sul predellino. «Avete riposato?» sussurrò lui.
«Credo di avere fatto un brutto sogno, milord. Ma era solo la mia immaginazione.»
James accennò un sorriso, senza soffermare a lungo lo sguardo. Possedeva un orgoglio di ferro, valutò Ashley, notando che la camicia era stropicciata e la barba incolta. Si chiese dove avesse dormito, inconsapevole di accomodarsi proprio in quello che era stato il letto di milord: il sedile imbottito della vettura.
«Pagate il locandiere» ordinò il nobile ad un garzone, «ringraziatelo per l’ospitalità e riferitegli che è stato l’alloggio peggiore da quando frequento la sua locanda.» Lord Anson sembrava divertito, aveva messo in imbarazzo miss Sullivan e gradiva umiliare il suo orgoglio. Chi si credeva di essere con quell’abito sfarzoso all’alba? Si ripromise di non rivolgerle la parola fino alle porte di Londra ed Ashley non poté che trascorrere il tempo chiudendo gli occhi per riposare, inconsapevole di avere lo sguardo del marchese sulle morbide rotondità del seno.

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«La dimora di mia zia è grande abbastanza per accogliere anche i vostri bagagli.»
Al suono austero della voce si risvegliò, ancora un po' confusa. Era davvero milord ad averle parlato? Appena aprì gli occhi Ashley sollevò la vista su James Anson, possibile che le stesse proprio rivolgendo la parola? Erano trascorse lunghe ore ed era così stanca e annoiata da dimenticare di trovarsi in compagnia del marchese, costui peraltro non la coinvolgeva affatto in chiacchiere o interessi.
«Oh, è gentile da parte vostra milord» sussurrò, stropicciandosi gli occhi. «I miei vestiti sono molto voluminosi, se solo potessi togliere qualcuno degli strati di tulle e organza che aggiunge la sarta, potrei viaggiare con un solo bagaglio.»
«Questa carrozza può accogliere qualsiasi vostro abito e forse non conoscete questo dettaglio» le confessò divertito, «sul viale di Anson House mia sorella ha fermato la carrozza obiettando che se avessi scelto il landò per venire a prendervi, non saremmo potuti salire per lasciare posto ai vostri vestiti. Il cocchiere ha pertanto deciso di dare ascolto ad Emily e cambiare la vettura all’ultimo istante.»
«Mi rincresce molto milord, sono gli abiti per il mio lungo soggiorno a Bath.»
«Coltivate un profondo entusiasmo per questa stagione» commentò James, «eppure non vorrei ne rimaneste delusa a fine estate. Bath è piena di nobili che hanno perduto le loro ricchezze e, potrete immaginarlo, questi aristocratici signori cercano di compromettere qualche ragazza di buona famiglia per ottenere una dote. È quello che ripeto spesso a mia sorella, da quando ha fatto il suo debutto in società.»
Il volto di Ashley sbiancò. «Fraintendete le mie intenzioni, lord Anson. Sono ancora in lutto per la morte di mio padre, dubito che potrò rallegrarmi in questi mesi, se non per la compagnia di vostra sorella.»
«L’amicizia tra due fanciulle in età da marito non può che fondarsi sulle confidenze dei battiti del cuore, miss Sullivan. Conosco Emily abbastanza da dichiararlo senza esitazione: mia sorella è in cerca di marito e confiderà in questa stagione per trovarlo e forse voi farete altrettanto.»
Arlette pensò di intromettersi per distrarlo dalla predica. «La casa di vostra zia è rimasta ancora tra le più sontuose di Londra, milord?»
«Ricordate bene, è una dimora fastosa, frequentata da vecchi nobili appassionati di arte e lady Anson non perde occasione di organizzare ricevimenti. Tra poco vi arriveremo e la nostra ospite resterà stupita da un simile splendore.»
Detto questo si concentrò sulle caratteristiche di Ashley, concludendo che il confronto con sua sorella non potesse essere più opposto. Emily aveva dei capelli scuri riccioluti, un corpo ammorbidito dalle deliziose torte che si preparavano nelle cucine di Anson House e un’altezza minuta. Ashley invece portava i suoi luminosi capelli biondi raccolti in una raffinata pettinatura, si notavano gli occhi azzurri, un colore simile al cielo di primavera e l’esile corporatura. Valutò in quel momento quanto il confronto tra le due fanciulle potesse sminuire la sorella e se ne rammaricò. Era forse questo il motivo che gliela rendeva insopportabile? Cominciò a pensare che il soggiorno a Bath avrebbe aperto gli occhi a sua sorella; era certo che il vero scopo dell’amicizia tra loro fosse per Ashley Sullivan la ricerca di un marito titolato, e a casa degli Anson non sarebbero mancate le occasioni per conoscere aristocratici e banchieri.
Peggio per lei se si fosse approfittata dell’ingenuità di Emily durante il soggiorno a Bath, in quel caso l’avrebbe allontanata da Anson House e così si sarebbero dissolte le possibilità dell’ambiziosa Ashley Sullivan e di sua madre di ricevere proposte nobili senza esserne all’altezza.
Il carattere mansueto e dolce della fanciulla poteva indurre chiunque a farsi trascinare all’altare, a distanza di anni era diventata molto più graziosa e sempre quel modo di fare aggraziato da Venere innocente.
Le ruote della carrozza si fermarono poco dopo dinanzi ad un palazzo maestoso, spiccava tra dimore altrettanto imponenti e antiche e si distingueva per un particolare. Fuori c’erano una coppia di domestici perfettamente allineati, immobili come due statue di bronzo.Nero Kivp399m6dsf Sandali Giardini Con Donna Tacco Saldi NOPk8wnX0
«Siamo arrivati» disse James, scese dalla vettura e le prese la mano per aiutarla. «Vi ringrazio milord.»
James sentì un brivido fastidioso percorrergli la schiena, detestava i modi affettati della miss, più si dimostrava compita, più pensava che fosse una spregiudicata.
«Siete la benvenuta, la residenza di lady Margaret Anson è una tra le più invidiate dell’intera Inghilterra.»
Ashley si guardò attorno e non poté che convenirne, la vista del palazzo in marmo bianco risaltava contro il cielo blu ed era stupefacente, adorno di colonne svettanti e un’imperiale gradinata all’ingresso. Uscirono una serie di robusti domestici per prendere i bagagli e accompagnare gli ospiti all’interno, una volta dentro li accolse un maggiordomo. «Lady Anson vi raggiungerà presto, milord. Vogliate accomodarvi nel salotto privato di vostra zia, penseremo noi alla fanciulla e alla sua cameriera.»
«Eravamo diretti a Bath» esordì James, «prima di partire però ho ricevuto la lettera di lady Anson e sono arrivato a Londra. Accompagnate miss Sullivan e Mrs.. Foster nelle loro stanze, io aspetterò qui.»
Lo sguardo di Ashley scivolò su lord Anson e si congedò con un inchino, dietro di lei la cameriera sollevò le gonne e iniziò a salire la lussuosa scalinata di marmo rosa che conduceva al piano superiore. Le scale sembravano non avere fine e i corridoi erano così spaziosi da poterci danzare, se solo non vi fosse regnato quel silenzio opprimente. La domestica si fermò all’improvviso con fare seccato e aprì la porta delle rispettive camere, quella di Ashley ostentava tende e coperte colore pesca, in tinta con il paralume della lampada sopra il cassettone. Ovunque regnava un’atmosfera raccolta, come se ci fosse qualcosa di preoccupante che alleggiava nell’aria e questo non la lasciava affatto tranquilla. E se fosse stata l’opulenza a crearle attorno un alone di mistero? Nonostante il disagio guardò la cameriera e Mrs.. Foster poi annuì, la stanza era di suo gradimento.
Più tardi restò sola e si distese sul letto, voleva riposarsi dal lungo viaggio ed era al contempo eccitata di trovarsi tra i parenti di milord. L’entusiasmo le si spense però all’improvviso. Nessuno le aveva dato notizie per la serata, le avrebbero concesso di cenare alla tavola degli Anson, oppure doveva prepararsi per la notte?
Fissò uno sguardo contro il soffitto, non era il maestoso lampadario in bronzo dorato ad attrarre i suoi pensieri quanto la sensazione di sentirsi inopportuna in una dimora che non conosceva. Restò a meditare per un po', finché giunse alla decisione più ragionevole: nei bagagli che le avevano portato in camera c’erano le camiciole da notte, ne avrebbe indossata una all’altezza dei suoi ospiti per poi mettersi a dormire, se lord Anson doveva trattare di affari con la zia era improbabile che l’avessero invitata al pranzo della sera.
Si alzò dal letto e aprì un bauletto colmo di lingerie, all’interno c’erano ricami e fiocchi che adornavano camicie di cotone, mutandoni e corsetti di pizzo. Erano settimane che le domestiche dei Sullivan preparavano il corredo di Ashley per il viaggio a Bath, la sarta di sua madre aveva ricucito e abbellito delle magnifiche stoffe, avevano speso buona parte delle sostanze di suo padre, ma quale occasione migliore poteva esserci per la figlia del defunto Sullivan se non un’intera stagione a Bath?
Scelse una camiciola intarsiata di merletti, l’indumento più leggero per addormentarsi dentro il calore della stanza. Avrebbe aperto le finestre per infrescare l’ambiente, ma si conveniva ad una fanciulla in casa di sconosciuti spalancare le tende nel buio della sera? Fece spallucce e versò l’acqua della brocca in una bacinella di ceramica per rinfrescarsi il viso accaldato. Sentiva la pelle rinascere sotto quel tocco freddo mentre scioglieva i capelli dall’elaborata acconciatura, si sarebbe rovinata dormendo sul guanciale e poi non c’era James a commentare acerrimo il riflesso della chioma dorata. Prima di mettersi a letto si riflesse nella specchiera della petineuse con un pizzico di delusione, i tratti del suo viso erano delicati e la carnagione troppo chiara anche se sfumata dal rossore del viaggio. Sarebbe stata un’inutile estate a Bath? Se lo chiese con rammarico, senza potersi tuttavia concedere una risposta. Nello stesso istante infatti, qualcuno bussò alla porta e lei sentì un brivido percorrerle la schiena. Chi poteva essere a quell’ora della sera? Non aveva neppure il tempo per cercare una veste, sperò che fosse Arlette così si avvicinò all’uscio e lo schiuse.
«Siete voi, Arlette?»
«Sono James Anson, miss Sullivan.»
Ashley aveva in mano il candelabro e le cadde a terra per lo stupore. «Oh che disastro!» esclamò subito dopo, spalancando la porta. La vista della candela sul pavimento la spaventò, corse verso la brocca mentre lord Anson entrò nella stanza, altrettanto preoccupato. «È tutto risolto, milord» lo rassicurò, poi versò l’acqua sulla cera incandescente e la spense.
«Siete pericolosa con le candele, poteva scatenarsi un incendio miss Sullivan» la redarguì lui con uno sguardo severo. C’era ancora uno spicchio di luce nella stanza, proveniva dal paralume sul cassettone e illuminava il corpo di Ashley. James se ne accorse solo in quel momento, la ragazza indossava soltanto una camicia da notte e la visione non lo lasciò affatto indifferente.
Nero Kivp399m6dsf Sandali Giardini Con Donna Tacco Saldi NOPk8wnX0 «Perdonerete la mia presenza» proseguì con il solito tono autorevole, «sono entrato per aiutarvi a spegnere le candele, temevo che le fiamme si propagassero e qui dentro brucerebbe tutto in pochi istanti. I legni degli arredi, le stoffe delle tende e le coperte di seta…oltre i vostri abiti» concluse con ironia.
«Converrete che devo chiedervi di lasciare la mia camera, prima che qualcuno possa trovarvi qui» si indispettì lei.
James Anson osservò il corpo femminile, sembrava esile eppure si notavano sotto la stoffa leggera della camicia le forme sinuose del seno che aveva intravisto la notte precedente al chiarore lunare. Si chiese se la pelle in quel punto fosse opalescente come nel resto del corpo, i colori tenui e delicati da ricordargli un dipinto rinascimentale. Si destò però subito da quel pensiero, ricordando quanto disprezzasse le intenzioni dei Sullivan di approfittarsi degli Anson. «Non corteggerei un’amica di mia sorella per tutto l’oro dell’Inghilterra» riprese ostile «e siate certa che non lo faranno i miei conoscenti.» Se ne andò così, inferendole il colpo dell’umiliazione.
Ashley era come tramortita, stava coltivando la speranza di conquistare un marito a Bath e James Anson voleva spegnerle ogni pretesto. Perché ce l’aveva tanto con lei?
«Miss Sullivan! Miss Sullivan!» era la voce di Arlette che la chiamò poco dopo, da dietro la porta. «State bene?» recitò preoccupata. Il volto della sua protetta aveva un colore simile alle perle.
«Entrate» ordinò Ashley, ancora risentita per le parole di lord Anson. E non poteva che incolpare sé stessa, si era dimostrata così sprovveduta con il candelabro da rischiare un incendio. Se si fosse bruciata Anson House a Londra l’avrebbero mandata in una delle Colonie Inglesi più lontane, pur di condannarla all’esilio.
«Lord Anson mi ha appena chiesto di prepararvi, siete ospite alla tavola di sua zia.» Arlette entrò frettolosa nella stanza, senza accorgersi della brocca d’acqua riversa sul pavimento.
E così James non le aveva detto nulla, pensò Ashley tra sé e sé, forse era venuto a bussare poco prima per invitarla personalmente al pranzo della sera. Dopo quello che era successo però, doveva essersi infastidito tanto da chiedere che fosse la cameriera a invitarla.
«Miss Sullivan, qui dentro è un disastro! Vi è caduta la brocca e non avete chiesto ad un domestico di asciugare il pavimento. Rischiate di scivolare a terra!»
«L’avrei fatto Arlette, se non mi fossi tanto spaventata. Ho spento una candela che rischiava di incendiare la camera.»Nero Kivp399m6dsf Sandali Giardini Con Donna Tacco Saldi NOPk8wnX0
La donna uscì subito dalla stanza e tornò poco dopo con un vecchio vestito tra le mani. «Con questo non dovrete chiamare i camerieri di Lady Margaret, sarebbe inopportuno per la vostra dignità raccontare loro quanto accaduto. Non siete adatta a portare un candelabro, miss Sullivan.»
Ebbene anche Arlette la riteneva una sprovveduta concluse Ashley arrabbiata, se avesse visto però la scena tra lei e lord Anson, l’avrebbe giudicata diversamente. Quando si era ritrovata alla porta il marchese di Stafford, lei era in camicia da notte, si sentiva quasi senza vesti da quanto la stoffa le si adattava al corpo, qualsiasi donna avrebbe perso il controllo delle proprie azioni.
Se non fosse stato per gli elogi che Emily riservava alla sua cameriera personale, Ashley non l’avrebbe affatto gradita nella sua stanza, la donna sembrava impartire più ordini di sua madre e questo non le metteva il buonumore, come se già un invito a casa di lady Margaret non fosse abbastanza imbarazzante: una ricca marchesa londinese con una ragazza di Southampton legata alla nipote da un’amicizia insignificante, in aggiunta alla differenza di sangue blu.
«Avete poco tempo miss Sullivan, scegliete un abito senza più pensare all’accaduto.» Arlette aprì un baule di vestiti e lei le si avvicinò ingoiando il risentimento. In fin dei conti la cameriera la stava trattando come una degli Anson e questo la rincuorò. Passò gli abiti delicatamente, sapeva quanto quelle stoffe preziose fossero costate all’eredità di suo padre e quanto dovessero servirle per farsi notare da qualcuno durante l’estate a Bath. C’era un vestito di un tenue colore verde, ripiegato in fondo sotto gli altri, lo adornavano inserti di pizzo e seta sopra il petto, a coprire la scollatura profonda. Lo tirò fuori dal baule e se lo posò davanti. Lo ricordava bene, era uno dei suoi preferiti. Aveva un nastro di raso della stessa tonalità in cintura e una sottogonna di organza, il modello risaltava la vita sottile di Ashley e il colore chiaro dei suoi occhi.
«È un abito splendido» commentò Arlette, annuendo contro la specchiera dove si rifletteva.
«Il migliore di questo baule» risolse Ashley, studiandosi allo specchio.
«Vi aiuto ad indossarlo» disse Arlette. «Pensavate che lord Anson vi mandasse a dormire senza toccare cibo che vi siete preparata per la notte?»
«Ieri sera ci ha lasciato tornare alla locanda a stomaco vuoto, potrebbe farlo una seconda volta» dichiarò seria. «Credo che il marchese non gradisca affatto la mia amicizia con Emily» confidò, pentendosene subito dopo.
La donna invece non sembrava affatto imbarazzata. «Ha dei modi dispettosi, eppure un’intelligenza brillante e tratta affari di legge per la Corona. Perdonate le sue maniere miss Sullivan, Emily ne soffre già abbastanza se non gliene parlerete anche voi.»
Ashley annuì, voleva molto bene ad Emily, non poteva confidare all’amica i suoi sciocchi tormenti. Indossò l’abito con l’aiuto di Arlette e si accomodò alla petineuse per farsi acconciare i capelli. Lo chignon era ormai sciolto, così decise di tenerle la chioma libera sulle spalle e di raccogliere alcune ciocche con un fermaglio d’argento. Era preoccupata per il riflesso dei capelli, così lucenti che faticava anche lei a guardarseli riflessi alla specchiera.
«Cercate di sorridere alla presenza di Lady Margaret Anson, adora circondarsi di donne vanitose e divertenti» fu il commento della cameriera, doveva conoscere la famiglia e sapere più segreti di quanto la sua bocca parlasse, pensò lei, riportando la vista alla specchiera per gli ultimi ritocchi.
«Si annoierà molto con me» ne dedusse, «anche se godessi di un carattere brillante non potrei lasciarmi andare davanti alla serietà del marchese.»
«Dimenticatevi che sarà seduto alla vostra tavola miss Sullivan, potrebbe essere una serata divertente in compagnia di Lady Anson. È una donna eccentrica e vi farà sorridere.»
«Ascolterò il vostro consiglio» mentì, non sarebbe riuscita ad inventarsi un carattere diverso davanti a James Anson.
«Siete pronta. Fatevi accompagnare da una domestica nella sala degli ospiti e divertitevi, sta iniziando la vostra stagione!»
Ashley si chiese se la cameriera di Emily sapesse quanto teneva al suo viaggio a Bath, forse l’amica le aveva raccontato qualcosa sulle sue ultime tristi settimane a Southampton.
«Avete fatto uno splendido lavoro, Mrs.. Foster» commentò infine, il risultato si vedeva davanti allo specchio.
«I vostri capelli si adattano facilmente alle acconciature» rispose compiacente, posò le spazzole sul vassoio d’argento e la congedò. «Vi aspetto più tardi, per indossare la camicia da notte.»
Lei la ricambiò con un inchino e uscì dalla stanza. Come le aveva detto Mrs.. Foster, nel corridoio trovò una cameriera ad attenderla, Ashley sollevò la gonna verde e la seguì fino a Lady Anson. Scese la scalinata con l’animo tormentato, si sentiva a disagio in quella dimora opulenta e senza la presenza di un conoscente, eccetto il marchese di Stafford che era tutt’altro che un amico. Il cuore le batteva forte, il palazzo sembrava costruito nel lucido marmo rosa, c’erano preziosi tappeti sul pavimento e vasi orientali sopra i mobili in stile coloniale. Era come stordita dalla ricchezza e restava a fatica dietro il passo veloce della domestica, camminava tra ampi saloni affrescati e corridoi tappezzati di ritratti quando si fermò d’un tratto davanti ad una porta. La aspettò e la aprì, introducendola.
«È giunta miss Sullivan, lady Anson» disse la voce baritonale del maggiordomo, Ashley aveva appena messo un piedino dentro la stanza e già sentiva lo sguardo di James percorrerle il corpo, passò davanti alla zia del marchese e si inchinò.
La donna l’accolse con un sorriso, mentre gli occhi oceanici del nipote non tradivano il fastidio. «Accomodatevi su quel divano, miss Sullivan» ordinò lady Margaret. «E così siete la più cara amica di Emily» pronunciò, osservando il delizioso abito verde.
«Siamo legate da una profonda amicizia, lady Anson» farfugliò lei, prima di sedersi sopra un imperioso sofà di velluto rosa. Si sentiva tutt’altro che rilassata sotto l’esame di James.
«Siete così graziosa che avrete ricevuto già una proposta di matrimonio, è ben detto miss Sullivan?»
Ashley ricordò le parole di Arlette e concesse: «Credo che si sposerà prima Emily, lady Anson. È molto più adatta a sposarsi di quanto non lo possa essere una Sullivan. Mio padre lo diceva sempre, adoro gli abiti eppure non ho alcuna predisposizione a prendermi cura di una casa.»
Era riuscita a strappare un sorriso a lady Anson, le scioglieva il disagio molto più di quello che riusciva a fare James con il suo silenzio. Lui infatti non commentò, sembrava ostile e impaziente che terminasse la conversazione tra loro.Nero Kivp399m6dsf Sandali Giardini Con Donna Tacco Saldi NOPk8wnX0
«Se troverete un uomo abbastanza ricco da mantenervi, non sarete costretta a condurre una dimora, potreste pensare soltanto a farvi abiti e concedervi balli.»
«Credo che sia inopportuno suggerire a miss Sullivan simili proposte» intervenne a quel punto James, irritato.
«Era solo un commento» lo canzonò la zia. «Potresti farle conoscere qualcuno dei tuoi conoscenti, è una fanciulla così graziosa che merita una proposta all’altezza della sua bellezza.»
«Oh no, lady Anson, non potrei sentirmi in debito con milord per il resto dei miei giorni. Preferirei trovarlo da sola un pretendente degno della mia…bellezza» si portò una mano alle labbra e nascose dietro un sorriso, voleva prendersi qualche rivincita sul marchese ed era evidente che lo infastisse la confidenza tra le due.
«Sarebbe un privilegio presentarvi un uomo degno di voi miss Sullivan, temo però che nessuno dei miei conoscenti sia così meritevole delle vostre…virtù.»
Ashley lo odiò, in silenzio. Aveva iniziato una battaglia contro di lei e non le avrebbe reso semplice il soggiorno a Bath, anche se le sfuggiva il senso di quella dichiarata acredine nei suoi confronti.
«Lady Anson, la cena è servita a tavola» disse un domestico, dopo avere bussato alla porta.
«Accomodatevi nella sala da pranzo» ordinò al nipote, «potresti accompagnare miss Sullivan? Si perderebbe in questa casa.»
James fissò la zia e non disse nulla, ma ad Ashley non sfuggì la nota di disappunto sul suo volto. Si avvicinò e le offrì il braccio come un gentiluomo qualsiasi, solo che il marchese di Stafford non lo faceva per cortesia bensì per costrizione. Ashley ricordò i tempi in cui suo padre la accompagnava ai ricevimenti, un gesto paterno che per nulla somigliava alla sensazione di orgoglio che provò in quel momento, per la prima volta era accanto ad un uomo che non fosse di cognome Sullivan.
James Anson era alto abbastanza da poterla guardare abbassando lo sguardo e si perse per un istante negli occhi azzurri. «Siate la benvenuta» sussurrò perfettamente padrone della situazione, lei però non smetteva di sentirsi le guance incendiate. Era più la rabbia di accettare la sua protezione che la sensazione di calore che la pervadeva al tocco di James, o almeno si convinse che fosse così. Non avrebbe mai ammesso che il marchese di Stafford riusciva a procurarle emozioni audaci.
Camminarono uno vicino all’altra in quello che le sembrò un corridoio infinito, i ritratti degli antenati appesi alle pareti sembravano deriderla, a quell’ora poteva già essere a Bath in compagnia di Emily, invece era accanto a suo fratello in un tedioso tormento nella dimora di Lady Anson.
Il nobile era silenzioso, doveva essere un supplizio anche per lui, costretto a tenerla sottobraccio nonostante la considerasse un impiccio. Giunsero alla sala del banchetto e si sentì sollevata, James la liberò presto e prese posto a tavola distante da lei.
Entrò poco dopo il maggiordomo e si rivolse al marchese. «Vostra zia chiede che facciate gli onori di casa per lei, lord Anson. Non se la sente di assaggiare le pietanze dopo la colazione di oggi dagli Hamilton.»
James annuì pensieroso. «Forse non si sente bene, Oswald?»
«È sua abitudine rinunciare alla sera dopo gli inviti di lady Hamilton. Credo siano colazioni troppo abbondanti per la sua età.»
«Abbia inizio la cena» ordinò dunque James.
C’erano un paio di camerieri nella sala, si allontanarono per prendere le portate mentre lui si rivolse ad Ashley. «Perdonate la mia presenza miss Sullivan, sembra che sarò la vostra unica compagnia durante questo pranzo serale.»
«Sarà un onore, lord Anson» sussurrò. Aveva poche parole da condividere con milord e cercò un argomento che potesse intrattenerlo. «Sono alcuni anni che non vi vedo, Emily nel frattempo mi ha raccontato la vostra carriera diplomatica a servizio di Sua Maestà.»
«Ricordate bene, miss Sullivan. L’ultima volta che ci siamo incontrati è stato durante quel ballo a casa dei Neville, quando fui costretto a invitare mia sorella per una danza. Eravate entrambe così sole che da fratello maggiore non potevo sottrarmi ad una tale incombenza.»
«Un ricevimento molto noioso» mentì lei, afferrando il calice del vino.
«Se non foste fuggita avrei ballato anche con voi.»
Ashley lo guardò, indecisa se considerarlo un arrogante. «Me ne sono andata per non aggravare milord di un ballo indesiderato, Emily è vostra parente, era felice di ballare con voi. Io invece, non lo desideravo affatto. Un invito a danzare può nascere soltanto dalla voglia di divertirsi.»
«Ve ne siete andata per non ballare con me?» James la scrutò con i suoi espressivi occhi blu.Con 2017 Nuova Zeppa Tnvtj6ft Estate Tamaris 28318Sandali Donna 1JFKcTl3
«Vi dispiace se dimentichiamo l’accaduto, milord? È passato così tanto tempo che potrei scordare i particolari di quella serata.»
«Se ho inteso le vostre irriverenti ammissioni, mi dovete un ballo miss Sullivan. E forse sull’onore degli Anson ve lo devo anch’io, per quello che non ho potuto concedervi alla dimora dei Neville.»
C’era una punta di orgoglio nelle parole dell’uomo e la fissò con uno sguardo intenso da sopra il bicchiere dove stava sorseggiando un vino francese, così rosso da ricordarle il colore sangue. Toccarono poche portate, James sembrava smanioso di finire quella inutile conversazione a tavola ed Ashley se ne chiese la ragione. «Avete finito di cenare?» le chiese infatti, poco dopo.Nero Kivp399m6dsf Sandali Giardini Con Donna Tacco Saldi NOPk8wnX0
Ashley annuì, un filo di voce. «Sì, milord.»
James elargì un sorriso affascinante e la scrutò con aria di sfida, come se stesse per vincere al tavolo da gioco, si scostò dalla sedia e ordinò ai domestici di lasciare la stanza. Rimasto solo con lei si portò alle sue spalle, facendole rabbrividire i sensi. «Vi accompagno alla sala da ballo» sussurrò, mentre le offriva la mano per alzarsi dalla poltroncina.
Appena le toccò le dita, Ashley avvertì un violento calore diffondersi nel basso ventre, si guardava attorno per non perdersi nello sguardo di lord Anson, avrebbe altrimenti capito che era la prima volta per lei. Nessuno le aveva mai sfiorato il corpo e sciolto le riserve così facilmente come ci stava riuscendo milord, sentiva il seno turgido sotto l’abito per la vicinanza dell’uomo, le confondeva i pensieri da renderla docile, come una bambola.
«Siete oltremodo timida» commentò, prendendole la mano tra la propria in un gesto seducente. «Non avete neppure il coraggio di guardare il vostro cavaliere» continuò a stuzzicarla, notando l’imbarazzo sulle sue guance.
A quale gioco stava giocando il marchese di Stafford? Ashley restò stordita, le dita calde e affusolate di James tra le proprie divenivano dei brividi ardenti sul corpo, ancora più caldi sotto le morbide sottante dell’abito. Appoggiò il braccio su quello dell’uomo e si incamminò al suo fianco per i lunghi corridoi di Anson House travolta da quel tedioso tormento dei sensi, fino a quando raggiunsero la sala da ballo.
Lord Anson si fermò davanti ad una elegante porta intarsiata, era di guardia un domestico che si inchinò per invitarli ad entrare. Ashley era dietro, percorse alcuni passi con il cuore in tumulto, senza sapere che quello che stava varcando era lo scrigno della magnificenza e dello splendore.
Il salone era illuminato da una miriade di candele scintillanti, così si guardò attorno per ammirare le maestose pareti affrescate da audaci scene mitologiche, dee greche dalle morbide forme amoreggiavano con uomini dalla mascolina bellezza, sembravano alludere a desideri proibiti e al contempo emanavano una profonda sensualità. I suoi passi risuonavano sul pavimento tempestato di lapislazzuli, il salone doveva essere chiuso da molto tempo, pensò tra sé e sé, c’erano vecchie lenzuola a proteggere il mobilio e lunghe tende azzurro pallido coprivano le ampie finestre.
Notò in un angolo appartato una figura scura e si avvicinò, attratta dall’ombra sulla parete. Era la sagoma di un musicista con un violino sulla spalla, aveva accanto a sé una candela che faceva luce sullo spartito.
«Siamo soli miss Sullivan, abbandonatevi alla musica» sussurrò James, posizionandosi di fronte a lei. Le prese una mano, accennò al violinista e sulle note di una ballata scozzese si inchinò leggermente e la avvicinò a sé, facendola voltare lentamente verso l’esterno. Le dita di Ashley erano intrecciate a quelle di lord Anson, il corpo aderente a quello dell’uomo, lo sguardo sprofondato nelle iridi colore oceano. Ashley osservava i movimenti di James prima di ripetere le stesse mosse, più cadenzate per i passi incerti che seguivano la danza.
James ad un tratto si fermò, senza smettere di tenerle la mano. «Siete davvero troppo timida. È forse questo il motivo per cui siete fuggita al ballo dei Neville?»
C’erano diverse candele che illuminavano il centro del salone, ma la danza li aveva trascinati nella penombra. Fu grata di trovarsi in un angolo poco illuminato per nascondere l’imbarazzo. «Da troppo tempo non danzo milord» ammise, cercando di sciogliersi dalla presa, ma lord Anson non la lasciò.
«C’è qualcosa che non va nel vostro portamento.» Era un ordine più che un consiglio, e il volto gli si era irrigidito. «Siete tra le mie braccia e non ve ne importa nulla di sentirvi inadeguata. Dovete biasimarvi, perché non conosco cavaliere che adori danzare con una fanciulla troppo rigida. Sarete ospite degli Anson a Bath e dobbiamo porvi rimedio, prima che si vociferi che non siete all’altezza di un ballo.»
«Credo che prendiate troppo sul serio questa lezione, lord Anson. In questa sala non c’è un’orchestra, è troppo buio e siamo soli a provare i passi.»
«A dire il vero è l’atmosfera ideale per ballare con un cavaliere, miss Sullivan. Conoscete le movenze eppure non esprimete alcuna emozione, se non la timidezza.» La fissò intensamente, cercando di interpretare quel sottile sguardo di sfida che gli rivolgeva. «Forse mi temete, se non mi odiate.»
«Vi prego di perdonarmi, è da troppo tempo che non ballo con qualcuno, negli ultimi mesi ho declinato i ricevimenti per la malattia di mio padre.» La verità era tutt’altra, non poteva però rivelare l’intensa attrazione tra loro, la sensazione era sempre più forte e la turbava al punto da confondere i movimenti della danza.
«Tutto questo se vi rende onore, non vi aiuterà a trascorrere l’estate a Bath; ad Anson House arrivano ogni giorno lettere con gli inviti per prendere parte alle serate danzanti. Se conoscete i passi, non vi resta che abbandonarvi alla musica, dimenticandovi del marchese di Stafford.» Sfumò le ultime parole con voce vellutata, mentre il tremolio delle candele accendeva lo sguardo di milord di un fascino misterioso. Le sollevò il volto e la avvicinò a sé tanto da farla arrossire, prigioniera tra le gambe dell’uomo era come trascinata in una tempesta peccaminosa e così vicina alle sue labbra da sentire il respiro morbido e carezzevole sul collo. «Immaginate che sia l’invito al ballo che non avete mai ricevuto» sussurrò, mentre le offrì la mano.
Ashley gliela prese e strinse le dita sottili tra quelle affusolate e venose di James, volteggiò lentamente con passi cadenzati e si staccò dal contatto incrociando i corpi, senza smettere di muoversi leggera, simile ad una farfalla. Era un gioco seducente, la dolce musica del violino di sottofondo, le movenze cadenzate simili ad un inchino quando si scambiavano posizione. Erano le note di una danza scozzese popolare, i passi la inducevano a passargli sul fianco delicatamente, mentre sentiva il tessuto rigido della camicia strofinarsi sul suo abito leggero e la barba incolta del marchese sfiorarle le guance.
«Adesso state ballando» le bisbigliò contro il lobo, la voce arrochita al punto da risvegliarle i sensi. Ashley si fermò, troppo turbata per continuare quella magnifica serata senza rischiare di invaghirsi del marchese di Stafford, un ballo con James Anson avrebbe messo a dura prova anche la più disinteressata tra le fanciulle. Si guardò attorno come per cercare il respiro, sprofondando nelle visioni lussuriose dipinte alle pareti che non le spegnevano affatto gli spiriti ardenti.
Lord Anson seguì lo sguardo scandalizzato di Ashley e sorrise per la sua ingenuità. «Esistono danze molto più sensuali del nostro ballo innocente» mormorò, prendendo tra le dita una ciocca luminosa dei suoi capelli. «La lezione è finita, miss Sullivan. Potete tornare nelle vostre stanze.» Si inchinò e lei fece altrettanto, sollevando le sottogonne del vestito per andarsene in fretta.


© 2018 Sarah Mathilde Callaway
© 2018 HarperCollins Italia S.p.A., Milano

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